LA PAUSA CAFFÈ DIVENTA SEMPRE PIÚ RESPONSABILE

LA PAUSA CAFFÈ DIVENTA SEMPRE PIÚ RESPONSABILE

29 OTTOBRE 2021

L’unione tra qualità e sostenibilità è possibile?

Chiedetelo a Lavazza che quest’anno ha lanciato le nuove e innovative capsule compostabili industrialmente e autoprotette.
Le Eco Caps sono realizzate in bioplastica, cioè biopolimeri di plastica prodotti tendenzialmente da fonti rinnovabili, un materiale nuovo che garantisce l’isolamento del caffè dall’ossigeno e dalla luce del sole evitando il processo di ossidazione degli olii. Il grandissimo cambiamento di queste capsule risiede nella loro capacità di essere biodegradabili, ovvero di essere compostate a livello industriale per diventare fertilizzante dopo 180 giorni.
Una scelta pienamente responsabile, dal chicco al suo smaltimento, che rientra nella decisione di Lavazza di aderire al Global Compact delle Nazioni Unite e di abbracciare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030.

Abbiamo chiesto a Igor Nuzzi, Regional Director Italia & Svizzera Lavazza, di raccontarci qualcosa in più sulle Eco Caps.

Partiamo dall’inizio, quando e come è nato il progetto?
“Lavazza è attiva nel campo della sostenibilità fin dal 1895, anno della sua fondazione. A partire dalla fine degli anni ’90 l’azienda ha deciso di intraprendere un percorso di vicinanza alle comunità produttrici di caffè, dando vita al progetto iTierra!. Nel corso degli anni, iTierra! è diventato anche il nome della gamma di prodotti che racconta la nostra storia di impegno; oggi diventa iTierra! For e, nello specifico, iTierra! For Planet racconta l’impegno aziendale nella lotta al cambiamento climatico e offre una gamma completa di prodotti, tra cui le Eco Caps”.

 Ci racconta qualcosa in più sul progetto ¡Tierra!?
“iTierra! è uno dei nostri progetti più importanti nato agli albori degli anni 2000 con l’obiettivo di sostenere e migliorare le condizioni di vita delle comunità dei principali Paesi produttori di caffè attraverso interventi concreti. Un’attività che oggi coinvolge 130 mila beneficiari nel mondo, grazie a 31 progetti di sviluppo sostenibile in 19 Paesi.
Poi, nel 2015 abbiamo aderito all’Agenda ONU 2030, un programma di sostenibilità mondiale, al quale il Gruppo Lavazza ha deciso di ispirare la propria strategia di sostenibilità. Tra i 17 obiettivi dell’Agenda ne abbiamo scelti 4 in particolare (lavorare per garantire pari opportunità e promuovere diversità e inclusione, crescere in modo responsabile creando lavoro, produrre in modo responsabile e attento al corretto utilizzo delle risorse ed essere in prima linea nel contrasto alla gestione degli effetti del cambiamento climatico) su cui stiamo attivamente lavorando da un lato attraverso la nostra Fondazione Giuseppe e Pericle Lavazza e dall’altro pensando e sviluppando prodotti che possano davvero fare la differenza.
Sostenibilità e qualità sono gli elementi chiave del progetto iTierra! ed è proprio in questo scenario che si inserisce il lancio delle Eco Caps iTierra! For Planet per i canali Vending e OCS. Anche per le Eco Caps abbiamo avuto la massima cura nella selezione delle migliori Robuste e Arabiche e abbiamo utilizzato solo caffè raccolto a mano certificato RFA e miscele 100% biologiche”.

 Abbiamo letto che Lavazza compensa le emissioni di questo prodotto per un impatto zero CO2, cosa significa esattamente?
“Il Gruppo Lavazza, aderendo alla Roadmap to Zero, ha preso l’impegno di neutralizzare completamente il proprio impatto carbonico entro il 2030, attraverso un piano che prevede il monitoraggio e la quantificazione delle emissioni, continui processi di efficientamento e riduzione degli impatti e la compensazione delle emissioni residue e non riducibili.
Chiaramente, il nostro approccio alla neutralità CO2 coinvolge tutta la catena: dalla produzione del caffè, alle attività ad essa collegate - trasporto e distribuzione, realizzazione del packaging – fino allo smaltimento del prodotto al termine del suo ciclo.
Poiché siamo consapevoli di non poter ridurre tutte le emissioni immediatamente, utilizziamo la compensazione del carbonio sulle emissioni di carbonio residue, ovvero per quelle per cui non è stata possibile una riduzione. Nello specifico, per Lavazza iTierra! For Planet ci impegniamo, tramite la Fondazione, ad insegnare ai produttori dell’Africa e del Centro-Sudamerica le tecniche di gestione degli effetti del cambiamento climatico”.

In che materiale sono realizzate le Eco Caps?
“Queste capsule sono un passo importante nel nostro percorso di sostenibilità ambientale e già partendo dai materiali che abbiamo scelto per realizzarle si può capire il perché.
Partiamo dal coperchio che è composto da tre strati di multistrato carta biopolimero, barriera d’ossigeno e vapore acqueo compostabile industrialmente. Il corpo capsula è composto al 100% da biopolimeri, mentre la capsula è autoprotetta, quindi non necessita di sovra imballo e grazie alla tecnologia aroma safe preserviamo la freschezza dell’aroma delle miscele”.

 Come funziona il compostaggio industriale? Chi si occupa della raccolta delle Eco Caps?
“Semplificando, il compostaggio industriale implica la necessità di gettare la frazione umida dei rifiuti solidi urbani nella raccolta differenziata dell’organico. Questa sarà poi conferita in un centro di smaltimento industriale per la produzione del compost che può essere utilizzato in agricoltura come fertilizzante naturale. Le nuove Eco Caps iTierra!, certificate TÜV AUSTRIA, sono destinate al compostaggio industriale e sono biodegradabili in circa sei mesi: una volta gustato il caffè, la capsula può essere smaltita nella raccolta dei rifiuti organici – previa verifica delle regole comunali circa il loro smaltimento. È sempre meglio verificare le regolamentazioni locali in materia di conferimento rifiuti; nel caso in cui non sia presente la raccolta differenziata dell’organico, è possibile conferire le Eco Caps nei rifiuti indifferenziati.
Infine, anche il packaging delle Eco Caps iTierra! For Planet, essendo in cartone riciclabile, può essere smaltito nella raccolta carta”.

 

 

 

#Ambiente
Gruppo Illiria
29 OTTOBRE 2021  |  3 min. di lettura
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